Abstract IT
Con due sentenze della terza sezione penale, la Corte di Cassazione persegue la linea del rigore in tema di “DASPO sportivo” accompagnato dalla prescrizione accessoria dell’obbligo di presentazione. Nel difficile tentativo di stabilire un equilibrio tra tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica ed il rispetto delle garanzie fondamentali dell’individuo, il giudice di legittimità, da un lato (n. 37771/25), esclude l’automatica estensione della misura a società non indicate nel provvedimento originario (nella specie una società di calcio dilettantistica subentrata alla radiazione della precedente) e, dall’altro (n. 10294/26), riconosce una violazione del diritto di difesa in caso di mancato rispetto del termine dilatorio previsto per la procedura di convalida.
Keywords IT
Daspo sportivo, Associazioni sportive, Ambito applicativo, Procedimento e garanzie
Abstract EN
The Italian Supreme Court continues to pursue a rigorous approach to the so-called “sports DASPO” when accompanied by the ancillary reporting obligation. In the difficult task of striking a balance between the protection of public order and public security, on the one hand, and respect for the individual’s fundamental guarantees, on the other, the Court, first (Judgment No. 37771/25), excluded the automatic extension of the measure to clubs not expressly identified in the original order (in the case at hand, an amateur football club established following the dissolution of the previous one) and, secondly (Judgment No. 10294/26), recognised a violation of the right of defence where the mandatory waiting period prescribed for the validation procedure had not been observed.
Keywords EN
DASPO, Sports associations, Scope of application, Procedure and safeguard
